Seminari

Jatismaran – Ipnosi regressiva e memoria verticale - 06 ottobre 2019 Medici di se stessi – Esercizi di guarigione spirituale nell’antichità - 01 dicembre 2019 La spiritualità del corpo - 19 Maggio 2019 Estasi e stati di coscienza elevata - 14 Luglio 2019

Jatismaran
Ipnosi regressiva e memoria verticale

Seminario del Metodo Self con Sauro Tronconi

L’ipnosi della liberazione: come imparare le tecniche autoipnotiche per agire sulla propria vita.

Jatismaran è una tecnica che induce una leggera ipnosi cosciente e fa parte della tradizione indo-tibetana.
A volte parlare di ipnosi può essere fuorviante, nel senso che ci riconduce a qualche film visto oppure a qualcosa che manipola la mente. Nulla di tutto questo. Gli stati di leggera ipnosi cosciente sono usate in tutte le tradizioni, fin dall’antichità per produrre una condizione in cui vengono diminuite le sovrastrutture psichiche di controllo della realtà. È, detto in parole più semplici, fare in modo che abbiamo accesso alla nostra realtà interiore e alla nostra memoria più facilmente, senza gli ostacoli prodotti dalle difese psichiche.

Altro temine che può essere fraintendibile è “memoria verticale”. Alcune tradizioni usano questo termine per parlare di memorie ancestrali legate alle vite passate o simile, ma la “memoria verticale” è semplicemente una memoria che, attraverso l’approccio emozionale, si è calata in maniera talmente profonda dentro di noi da creare quello che comunemente chiamiamo “carattere”. È una memoria che trae linfa dagli archetipi dell’inconscio collettivo ed elabora continuamente il passato in relazione al presente. Quindi parlare di memoria verticale significa parlare di conoscenza profonda, addirittura viscerale, di sé stessi.

Attraverso le tecniche ipnotiche si possono avere delle profonde liberazioni interiori, come se i nodi dell’esistere venissero sciolti dall’interno, in modo morbido, senza traumi dando semplicemente la possibilità alla mente di ricollocare e rigenerare i circuiti sinaptici e neuronali. Una tecnica “naturale” e non forzata, usata da migliaia di anni per creare delle condizioni ottimali di evoluzione e di chiarezza interiore.
L’ipnosi regressiva è uno stato di rilassamento profondo, in cui la persona mantiene costantemente la consapevolezza di se stessa e di ciò che accade.

Quando si accede a questo stato è possibile recuperare memorie antiche, che talvolta inspiegabilmente raggiungono memorie di epoche lontane che secondo le tradizioni orientali la nostra vita attuale fa parte di un lungo percorso di molte vite oppure semplicemente recuperare una memoria che fa parte dell’intera umanità. Ciascuna esperienza lascia tracce, memorie, tendenze, abitudini, circuiti ripetitivi, spinte evolutive. Con l’ipnosi si genera una condizione di fluidità che permette, senza traumi, alle situazioni di svolgersi, di emergere di aprirsi e svilupparsi.

Perché non è pericoloso? Semplicemente perché è l’individuo che lavora su se stesso mantenendo intatti tutti i sistemi di protezione e sicurezza.

Perché non è una terapia medica? Perché non è invasiva e nemmeno intrusiva e non induce alcun controllo sulle persone ma semplicemente le mette in grado di attivare le loro facoltà. Perché non usa alcun farmaco o sostanza per indurre le persone a cambiare prospettiva verso sé stessi. È un incontro con un esperto che genera attraverso le parole e le induzioni un vantaggioso stato di coscienza per i partecipanti. Durante il seminario saranno sperimentate diverse tecniche ipnotiche in modo da condurre gradualmente gli sperimentatori in una condizione favorevole. Si apprenderanno tecniche che possono essere utilizzate in maniera autonoma per favorire diversi stati quali: rilassamento, capacità di attenzione, presenza a sé stessi, ampliamento delle facoltà mnemoniche.
Si condurranno i ricercatori ad avere graduali sblocchi della memoria profonda in modo da generare un adattamento personale ai cambiamenti, senza alcuno sforzo percepito.

Sauro Tronconi ha studiato per decenni le tecniche ipnotiche della tradizione orientale come il “Jatismaran”, metodo del quale è uno dei massimi esperti europei e i metodi della tradizione occidentale degli ultimi tre secoli dal 700 sino agli esperimenti dei grandi ipnotisti russi quali Nikolaj Vladimirovič o francesi come Leon Certok e degli sperimentatori americani come Milton Eriksson e Richard Bandler.

Sauro Tronconi ha anche studiato ed approfondito la tradizione antichissima dell’ipnosi popolare o teatrale, risalente alle tradizioni vediche e riportate in molti testi. Egli applica da decenni le tecniche ipnotiche di gruppo nei suoi seminari per favorire apprendimento e capacità di osservazione.

Medici di se stessi
Esercizi di guarigione spirituale nell’antichità

Seminario del Metodo Self con Sauro Tronconi

Quando gli umori si mischiano si ha discrasia” diceva Ippocrate.

La guarigione è davvero legata solamente alla malattia? Ci sentiamo malati quando stiamo male, quando abbiamo un disagio, ma siamo certi che la malattia inizi solo quando abbiamo un disagio, solo quando leggiamo il segnale evidente? O più probabilmente, come per tutte le cose dell’esistere, vi è prima un lento accumularsi ed un intrecciarsi di molte cause?

La visione Ippocratica ci indica come prima cosa il mantenimento della salute, una condizione che passa dalla nostra felicità: può sembrare una semplificazione, ma oramai è accertato che i comportamenti vitali, cioè la relazione sana con sé stessi, il sapersi parlare, il darsi fiducia, il creare le condizioni di benessere interiore, producono condizioni ottimali per l’insieme del nostro organismo.

Se ripercorriamo l’antica medicina e le idee dei medici/filosofi dell’antichità comprendiamo subito che l’obbiettivo non è solo curare il corpo, ma l’essere in tutta la sua complessità energetica e relazionale, umanistica e fisica.
Per questo, prima di ogni cosa, l’individuo dovrebbe affinare la propria sensibilità a sé stesso e ai propri segnali, conoscere ciò che lo disturba e gli provoca disagio e generare le condizioni migliori perché questi segnali non si trasformino in quella che comunemente chiamiamo malattia.

Imparare a essere “medici di sé stessi” è un traguardo possibile. Vuol dire innescare tutta una serie di processi che ci permettono di guarire l’anima e di riflesso il corpo. Apprendere che il corpo materiale e spirituale sono fusi indissolubilmente ed il riflesso di uno agisce sull’altro.
Impareremo quegli “esercizi spirituali” che portano ad uno scorrimento fluido dell’energia, perché la regola fondamentale è che l’energia deve scorrere e dove si formano dighe, blocchi e ristagni iniziano disagi e malattie.

Costruiremo architetture interiori che creino le condizioni migliori per abitare la casa della nostra esistenza interiore e aiutino un sano scambio con gli altri che è la linfa vitale di ogni esistenza.
Quindi la regola d’oro, in controtendenza alla rigidità mentale del fanatico, è quella di non reprimersi, di non obbligarsi, di non mettere l’ideologia alla guida della nostra vita, ma di avere il buon senso di creare, profondamente e con fiducia, la direzione del ben vivere.

Nel seminario verranno applicate antiche strategie che Sauro Tronconi ha ripreso e rielaborato in chiave contemporanea, modalità antropologiche di grande efficacia, non solo per mantenersi “sani”, ma per essere predisposti a una longevità attiva di mente e coscienza. Si può iniziare facilmente un percorso virtuoso che in un breve periodo ci produce risultati evidenti e percepibili, poiché certo lo star male ci dà segnali ma anche lo star bene e in armonia ci dà segnali altrettanto forti.

La spiritualità del corpo

Dalla spiritualità alla bioenergetica
passando dal corpo

Seminario del Metodo Self con Sauro Tronconi

“Di solito non si definisce la nevrosi come paura della vita, ma è proprio questo che è: il nevrotico ha paura di aprire il proprio cuore all’amore, paura di scoprirsi o di farsi valere, paura di essere pienamente se stesso.”
Alexander Lowen

Al di là dell’ideologia, quando un individuo inizia a diventare più sensibile, ad avere una percezione della sua vita più intensa e profonda, apre una porta che inizia a veicolare una enorme quantità di energia e relazione con ciò che lo circonda, con la sensazione di perdere quel controllo legato al suo io e alla sua identità che tanto faticosamente ha costruito nel corso della sua vita. Ha l’impressione di essere trascinato fuori dal suo spazio di sicurezza, dai suoi limiti. Essere più vivi e vere più sentimenti fa paura. Se una persona è sana vuole essere più viva e sentire di più ed è normale avere paura del cambiamento.

Cambiare, crescere, evolvere significa prima di tutto accettare di sentirsi; Lowen ci indica la strada maestra, il corpo: è dal corpo che si deve iniziare ad avere percezione di Sé, il corpo non mente e vive nel presente pur avendo una profonda memoria. Normalmente, l’individuo che riesce ad abbattere in modo significativo gli attriti determinati dalle spinte interiori, si scuote dal suo torpore in relazione ad eventi eclatanti o a shock, questo individuo ha ben registrato in automatico che sentire ed essere vivi lo pone in una situazione di crisi e ne ha paura, una paura che normalmente non si palesa direttamente. Molti sviluppano sistemi anestetici si affaccendano continuamente per non sentire, diveniamo frenetici ingigantendo i problemi quotidiani e trasformandoli in nevrosi per non incontrare noi stessi ci teniamo occupati con problemi che dobbiamo far diventare sempre impellenti, non contenti cerchiamo di appesantire il coperchio sulla nostra essenza con droghe di ogni tipo dall’alcool agli psicofarmaci, bloccando ogni spinta evolutiva interiore che diviene fonte di sofferenza perché ci ostiniamo a combattere e reprimere la nostra natura profonda che è sempre evolutiva.

Poi la ciliegina sulla torta è data dal fatto che ci convinciamo e cerchiamo continui rafforzi esterni per confermarci che la vita sia da dominare, da piegare alle nostre esigenze, senza comprendere che null’altro facciamo che spegnere la parte più importante e vitale del nostro essere. Crediamo che abbandonarsi alle emozioni sia pericoloso, siamo tenuti a dimostrare di essere e non a essere realmente, fare di più e sentire di meno, la frenesia come realtà di vita mentre ci illudiamo che questo ci renda felici e dia un senso alla nostra esistenza.

Alexander Lowen ritrova il corpo, dice chiaramente che noi siamo prima di tutto corpo nel mondo e cerca attraverso la semplicità e la chiarezza del corpo di liberare le emozioni e le spinte evolutive più potenti, in qualche modo inverte il processo, non più vedere solo l’uomo attraverso la mente o attraverso la coscienza, ma dal corpo alla coscienza di sé.

• Il grounding di Lowen diviene integrale se cominciamo a percepire noi stessi, i nostri processi, l’insieme di ciò che siamo. Il grounding diviene un simbolo, come direbbe Jung, del nostro rapporto con la realtà.

• La pancia e la respirazione addominale. L’approfondire la respirazione, l’allentare le tensioni che costringono le pulsioni dell’energia sessuale, come indica Lowen diventano simbolo di soddisfazione, felicità, affettività completezza vitale e intelligenza del vivere.

• Il mio corpo nel mondo è accettazione della materia, ma diviene anche attraverso la percezione di se stessi, non solo mentale ma anche di emozione e sensibilità, individuo reale nel mondo.

• La spiritualità non è più un elemento distaccato e mentale del nostro vivere ma parte integrante della realtà, una vela che ci spinge verso nuove mete da esplorare.

Estasi e stati di coscienza elevata

Seminario del Metodo Self con Sauro Tronconi

L’estasi appartiene alla spontaneità e lo vediamo nei bimbi a cui basta un nonnulla per sentire gioia ed ogni loro istinto diviene positivo e costruttivo. Se abbiamo il coraggio di sentire noi stessi, nel presente, l’estasi del vivere comincia a rifiorire in noi, poiché la vita di per sé è estasi, mentre noi la copriamo sotto rigide regole comportamentali, sotto idee pesanti ed automatiche.

Recuperare la consapevolezza dell’istante, liberandoci dai rimpianti del passato e dalle aspettative per il futuro, ritrovare in se stessi e non fuori di sé, come disperatamente fanno i più, è riappropriarci di quella freschezza che poi nel quotidiano cambia davvero la vita.

Cambia la vita, perché ci ricollega alla fonte primaria dell’esistenza, che possiamo trovare solo in noi conducendoci, semplicemente all’estasi del vivere.

Per approfondire sui seminari del Metodo Self e su Sauro Tronconi

Attività riservate ai Soci – Tessera Arci