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Mnemosyne ci parla - Sabato 3 e Domenica 4 febbraio 2024Medea - Sabato 14 ottobre e Domenica 15 ottobre 2023MAESTRI DI SE STESSI: LA SCIENZA DELL’ANIMA - Sabato 25 marzo e Domenica 26 marzo 2023Bioenergetica – Arrendersi al corpo per superare la paura
- 28 Marzo 2020 ore 9:30/16:00
Medici di se stessi – Esercizi di guarigione spirituale nell’antichità - 01 dicembre 2019 La spiritualità del corpo - 19 Maggio 2019 Estasi e stati di coscienza elevata - 14 Luglio 2019

Seminario del Metodo Self con Sauro Tronconi

Memoria, Identità ed Espressione Umana

La mitologia greca, ci offre la figura di Mnemosyne, la dea della memoria, un simbolo della persistenza del passato nel presente e del dialogo incessante tra l’essere umano e le sue radici immemoriali. Figlia di Urano, il Cielo stellato, e Gea, la madre Terra, Mnemosyne si erge come un pilastro che collega l’umano al divino, il finito all’infinito.

Il suo nome, una melodia che risuona attraverso i secoli, è la radice della parola ‘mnemonica’, un richiamo alla sua dominazione sul regno della memoria e del ricordo. Le sue gesta narrano l’invenzione del linguaggio e delle parole, un dono che ha permesso all’umanità di tessere la trama della storia e della mitologia, di conservare l’eco di tempi immemorabili nelle voci dei poeti e nelle pagine degli annali.

Il mito racconta di nove notti di unione con Zeus, il padre degli dei, sul monte Pierio. Dall’armonia di queste notti nacquero le nove Muse, ciascuna un’incarnazione di un dominio dell’espressione umana, dall’astronomia alla poesia, dalla musica alla danza. Queste figlie immortali, portatrici della scintilla della creatività e dell’ispirazione, sono il legame tra il cielo e la terra, tra il divino e l’umano, rappresentando l’infinita capacità dell’umanità di esplorare, esprimere e celebrare la complessità dell’esistenza.

L’acqua del fiume Lete, l’antitesi di Mnemosyne, rappresenta l’oblio, la perdita del sé nel vortice del tempo. La dialettica tra Mnemosyne e Lete simboleggia il conflitto eterno tra la memoria e l’oblio, tra la luce della conoscenza e l’oscurità dell’ignoranza.

Mnemosyne, inoltre, presiedeva l’oracolo sotterraneo di Trofonio in Beozia, un luogo dove il velo tra il mondo mortale e l’immortale si assottiglia, permettendo uno scambio di saggezza e presagi tra gli dei e gli uomini. La sua figura richiama l’importanza dell’indagine, dell’esplorazione delle profondità nascoste della conoscenza, e del dialogo incessante tra il passato e il presente.

La venerazione di Mnemosyne attraverso i secoli, testimoniata da filosofi come Platone, sottolinea il legame indissolubile tra la memoria, l’identità e la creatività. In ogni tentativo di sondare il mistero dell’esistenza, la figura di Mnemosyne emerge come una guida, un faro che illumina il cammino attraverso il labirinto della storia e del tempo, invitando a esplorare l’infinita tessitura della memoria umana, a ricercare l’armonia nella cacofonia del mondo e a celebrare l’eterna danza tra il noto e l’ignoto.

Il seminario si terrà presso Oasis Studio, Via Michele Schina n. 15.
Prenotazioni e informazioni: 3669323935

Medea

Torino, sabato 14 ottobre 2023 (14:30 – 18:30) e domenica 15 ottobre (9:30 – 16:00)
Seminario del Metodo Self con Sauro Tronconi

Medea rappresenta il mito della magia, che irrompe attraverso l’incantamento, nella realtà degli eventi mortali. Essa rappresenta il fulcro del viaggio. È quando gli argonauti incontrano Medea che ogni cosa si compie, nel bene e nel male. Medea è il catalizzatore. Il viaggio cambia di significato e profondità, ad indicare la coscienza di appartenere ad un medesimo flusso che trascende il singolo e lo rende parte dell’esistenza stessa, in una trasformazione incessante in cui si è più di se stessi.

Ciascuno di noi compiendo il viaggio della propria vita incontra ogni sorta di prove. Taluni si abbandonano al destino ignari di ogni situazione e volti solo ad affrontare ciò che accade senza alcuna consapevolezza di sé o delle conseguenze del proprio agire, altri invece cercano negli eventi della propria vita risposte alle domande esistenziali, altri ancora lottano disperatamente contro il fato. Quale è dunque la giusta via?
L’epica del viaggio degli argonauti non ci suggerisce una risposta univoca, ma molte e differenti azioni e scelte in relazione agli accadimenti.
L’insegnamento è profondo e universale, le variabili sono costanti ed ognuno di noi deve scegliere, poiché anche non scegliere è una scelta. Ma scegliere, per i fallaci mortali, pare spesso un gioco di dadi dove il caso vince sempre.
Come avere allora capacità di scelta oltre il caso e il destino? L’insegnamento non certo l’arroganza di conoscere la verità, ma la consapevolezza del proprio limite. Entro questo limite, che poi è la reale conoscenza di se stessi, esiste una scelta, che anche se pare piccola ha la capacità di cambiare concretamente gli eventi. Questo senza perdere la nostra umanità e imparare a compiere scelte per il bene, quando il bene rappresenta il non generare sofferenza e il sapersi prendere cura della vita.

Il seminario si terrà presso Oasis Studio, Via Michele Schina n. 15.
Prenotazioni e informazioni: 3669323935

MAESTRI DI SE STESSI: LA SCIENZA DELL’ANIMA

Torino, sabato 25 marzo 2023 (14:30 – 18:30) e domenica 26 marzo (9:30 – 16:00)
Seminario del Metodo Self con Sauro Tronconi

Seguace è colui che segue le orme di qualcun altro; il maestro di se stesso non imita, diviene attraverso gli insegnamenti un individuo originale, sviluppa interiormente la qualità dell’indipendenza e accende il processo ininterrotto del libero arbitrio. Maestro di se stesso è colui che applica, prima di tutto a sé, il processo socratico di continua gestazione della propria intelligenza cosciente. Tutto il lavoro di “quarta via” è inteso in questa direzione, non vi sono dunque Maestri o guru da seguire o venerare ma un continuo accrescimento della propria indipendenza. Indipendenza che nasce dal vedere se stessi con onestà senza generare illusioni di onnipotenza legate a imitazioni di modelli inesistenti.

Swami, in sanscrito significa Maestro di se stesso. Un nome che in antichità veniva dato ai ricercatori del vero a coloro che si prendevano la responsabilità del proprio viaggio sino in fondo.
Una scienza che non può essere usata per soggiogare gli altri ma per liberare se stessi, comprendendo al fine che togliere libertà e consapevolezza agli altri significa toglierla a se stessi.

Il seminario ci condurrà alle radici di questa “scienza” con lo scopo di darle vita ed energia nelle nostre vite e nel nostro tempo, poiché solo da uomini e donne liberi può nascere il cambiamento.

Bioenergetica
Arrendersi al corpo per superare la paura

Seminario del Metodo Self con Sauro Tronconi

Creiamo le condizioni per stare bene
Benessere, felicità, affetto, amore, ogni sensazione positiva genera una spinta nella direzione che le imprimiamo. Sappiamo che ogni cosa, anche un’emozione o un desiderio, se non viene continuamente alimentato perde la sua spinta iniziale sino ad esaurirsi. Talvolta le emozioni e i sentimenti legati all’ansia, alla paura, alla sofferenza, pur perdendo la loro spinta iniziale si incistano nel corpo, nella corazza muscolare o nelle reazioni neuro identificative, generando così un’energia che in modo inconscio e sotterraneo le continua in modo subdolo ad alimentare.

Alimentiamo il benessere
Impariamo a non alimentare ciò che rende la vita difficile, a non alimentare rabbia, stress, frustrazione, insoddisfazione, sfiducia verso sé stessi, demotivazione, tutto questo ci indebolisce e non porta ad alcunché. Ma dentro di noi si insinua una modalità di comportamento e di pensiero che diventa un’abitudine e ci fa agire in maniera automatica ogni volta che si generano condizioni simili. Queste azioni automatiche portano energia e rafforzano ancora di più il trauma. La bioenergetica può essere un valido strumento per togliere energia alle “emozioni ed azioni negative” che generiamo in automatico: leviamo loro energia, depotenziando ciò che ci avvelena alimentiamo il benessere. Potremo, da subito, verificare come si alza il nostro livello di benessere.

Arrendersi al corpo per superare la paura
Cambiamo la struttura automatica della paura che mina dall’interno ogni azione rivolta al cambiamento. Per farlo impariamo a conoscere il meccanismo della paura, quando compare, come si manifesta, le sensazioni fisiche che ci provoca. La paura verso ciò che si conosce diminuisce immediatamente, se a questo aggiungiamo una serie di tecniche che allentano lo stato di blocco e di contrazione correlati alla paura, inizieremo ad utilizzare l’energia ritrovata e non sprecata nella tensione per generare una forza interiore attiva, che ci fa diventare più capaci di prendere decisioni per la nostra vita e quindi ci rende più forti.
Se si mettono in atto delle strategie risananti si vedono subito i risultati, ma occorre un piccolo sforzo.
Quando impariamo a riconoscere la paura, le sue cause e i suoi effetti, basta una piccola azione volontaria per spezzare il meccanismo. Questo non significa che non avremo mai più paura, ma che quando compare sappiamo mettere in atto quelle strategie che le impediscono di autoalimentarsi. Impareremo ad utilizzare le giuste tecniche, il giusto respiro, la giusta relazione con noi stessi. Per questo servirà una piccola azione volontaria che sarà ampiamente ripagata dal risultato raggiunto.

Alimentare la percezione positiva di se stessi
Un altro aspetto che non dovrebbe mai passare in secondo piano è imparare a non dare attenzione e vedere solo ciò che non si ha, o non si pensa di avere, ma guardare quello che si ha: le nostre caratteristiche, i nostri punti di forza, quelle capacità a cui non facciamo neppure caso. Osservarli e partire da questi punti per creare le nostre ancore, il nostro grounding, i punti di sicurezza attorno ai quali sviluppare altre potenzialità e rafforzarci in quelle che consideriamo le nostre lacune e debolezze.

In questo seminario Sauro Tronconi che è stato allievo diretto di Alexander Lowen, il padre della bioenergetica moderna, ci condurrà attraverso esercizi che coinvolgono il corpo, la mente e le emozioni a generare una condizione attiva di benessere, e ci istruirà a vedere e continuare a rafforzare in noi abitudini benefiche e durature.

Medici di se stessi
Esercizi di guarigione spirituale nell’antichità

Seminario del Metodo Self con Sauro Tronconi

Quando gli umori si mischiano si ha discrasia” diceva Ippocrate.

La guarigione è davvero legata solamente alla malattia? Ci sentiamo malati quando stiamo male, quando abbiamo un disagio, ma siamo certi che la malattia inizi solo quando abbiamo un disagio, solo quando leggiamo il segnale evidente? O più probabilmente, come per tutte le cose dell’esistere, vi è prima un lento accumularsi ed un intrecciarsi di molte cause?

La visione Ippocratica ci indica come prima cosa il mantenimento della salute, una condizione che passa dalla nostra felicità: può sembrare una semplificazione, ma oramai è accertato che i comportamenti vitali, cioè la relazione sana con sé stessi, il sapersi parlare, il darsi fiducia, il creare le condizioni di benessere interiore, producono condizioni ottimali per l’insieme del nostro organismo.

Se ripercorriamo l’antica medicina e le idee dei medici/filosofi dell’antichità comprendiamo subito che l’obbiettivo non è solo curare il corpo, ma l’essere in tutta la sua complessità energetica e relazionale, umanistica e fisica.
Per questo, prima di ogni cosa, l’individuo dovrebbe affinare la propria sensibilità a sé stesso e ai propri segnali, conoscere ciò che lo disturba e gli provoca disagio e generare le condizioni migliori perché questi segnali non si trasformino in quella che comunemente chiamiamo malattia.

Imparare a essere “medici di sé stessi” è un traguardo possibile. Vuol dire innescare tutta una serie di processi che ci permettono di guarire l’anima e di riflesso il corpo. Apprendere che il corpo materiale e spirituale sono fusi indissolubilmente ed il riflesso di uno agisce sull’altro.
Impareremo quegli “esercizi spirituali” che portano ad uno scorrimento fluido dell’energia, perché la regola fondamentale è che l’energia deve scorrere e dove si formano dighe, blocchi e ristagni iniziano disagi e malattie.

Costruiremo architetture interiori che creino le condizioni migliori per abitare la casa della nostra esistenza interiore e aiutino un sano scambio con gli altri che è la linfa vitale di ogni esistenza.
Quindi la regola d’oro, in controtendenza alla rigidità mentale del fanatico, è quella di non reprimersi, di non obbligarsi, di non mettere l’ideologia alla guida della nostra vita, ma di avere il buon senso di creare, profondamente e con fiducia, la direzione del ben vivere.

Nel seminario verranno applicate antiche strategie che Sauro Tronconi ha ripreso e rielaborato in chiave contemporanea, modalità antropologiche di grande efficacia, non solo per mantenersi “sani”, ma per essere predisposti a una longevità attiva di mente e coscienza. Si può iniziare facilmente un percorso virtuoso che in un breve periodo ci produce risultati evidenti e percepibili, poiché certo lo star male ci dà segnali ma anche lo star bene e in armonia ci dà segnali altrettanto forti.

La spiritualità del corpo

Dalla spiritualità alla bioenergetica
passando dal corpo

Seminario del Metodo Self con Sauro Tronconi

“Di solito non si definisce la nevrosi come paura della vita, ma è proprio questo che è: il nevrotico ha paura di aprire il proprio cuore all’amore, paura di scoprirsi o di farsi valere, paura di essere pienamente se stesso.”
Alexander Lowen

Al di là dell’ideologia, quando un individuo inizia a diventare più sensibile, ad avere una percezione della sua vita più intensa e profonda, apre una porta che inizia a veicolare una enorme quantità di energia e relazione con ciò che lo circonda, con la sensazione di perdere quel controllo legato al suo io e alla sua identità che tanto faticosamente ha costruito nel corso della sua vita. Ha l’impressione di essere trascinato fuori dal suo spazio di sicurezza, dai suoi limiti. Essere più vivi e vere più sentimenti fa paura. Se una persona è sana vuole essere più viva e sentire di più ed è normale avere paura del cambiamento.

Cambiare, crescere, evolvere significa prima di tutto accettare di sentirsi; Lowen ci indica la strada maestra, il corpo: è dal corpo che si deve iniziare ad avere percezione di Sé, il corpo non mente e vive nel presente pur avendo una profonda memoria. Normalmente, l’individuo che riesce ad abbattere in modo significativo gli attriti determinati dalle spinte interiori, si scuote dal suo torpore in relazione ad eventi eclatanti o a shock, questo individuo ha ben registrato in automatico che sentire ed essere vivi lo pone in una situazione di crisi e ne ha paura, una paura che normalmente non si palesa direttamente. Molti sviluppano sistemi anestetici si affaccendano continuamente per non sentire, diveniamo frenetici ingigantendo i problemi quotidiani e trasformandoli in nevrosi per non incontrare noi stessi ci teniamo occupati con problemi che dobbiamo far diventare sempre impellenti, non contenti cerchiamo di appesantire il coperchio sulla nostra essenza con droghe di ogni tipo dall’alcool agli psicofarmaci, bloccando ogni spinta evolutiva interiore che diviene fonte di sofferenza perché ci ostiniamo a combattere e reprimere la nostra natura profonda che è sempre evolutiva.

Poi la ciliegina sulla torta è data dal fatto che ci convinciamo e cerchiamo continui rafforzi esterni per confermarci che la vita sia da dominare, da piegare alle nostre esigenze, senza comprendere che null’altro facciamo che spegnere la parte più importante e vitale del nostro essere. Crediamo che abbandonarsi alle emozioni sia pericoloso, siamo tenuti a dimostrare di essere e non a essere realmente, fare di più e sentire di meno, la frenesia come realtà di vita mentre ci illudiamo che questo ci renda felici e dia un senso alla nostra esistenza.

Alexander Lowen ritrova il corpo, dice chiaramente che noi siamo prima di tutto corpo nel mondo e cerca attraverso la semplicità e la chiarezza del corpo di liberare le emozioni e le spinte evolutive più potenti, in qualche modo inverte il processo, non più vedere solo l’uomo attraverso la mente o attraverso la coscienza, ma dal corpo alla coscienza di sé.

• Il grounding di Lowen diviene integrale se cominciamo a percepire noi stessi, i nostri processi, l’insieme di ciò che siamo. Il grounding diviene un simbolo, come direbbe Jung, del nostro rapporto con la realtà.

• La pancia e la respirazione addominale. L’approfondire la respirazione, l’allentare le tensioni che costringono le pulsioni dell’energia sessuale, come indica Lowen diventano simbolo di soddisfazione, felicità, affettività completezza vitale e intelligenza del vivere.

• Il mio corpo nel mondo è accettazione della materia, ma diviene anche attraverso la percezione di se stessi, non solo mentale ma anche di emozione e sensibilità, individuo reale nel mondo.

• La spiritualità non è più un elemento distaccato e mentale del nostro vivere ma parte integrante della realtà, una vela che ci spinge verso nuove mete da esplorare.

Estasi e stati di coscienza elevata

Seminario del Metodo Self con Sauro Tronconi

L’estasi appartiene alla spontaneità e lo vediamo nei bimbi a cui basta un nonnulla per sentire gioia ed ogni loro istinto diviene positivo e costruttivo. Se abbiamo il coraggio di sentire noi stessi, nel presente, l’estasi del vivere comincia a rifiorire in noi, poiché la vita di per sé è estasi, mentre noi la copriamo sotto rigide regole comportamentali, sotto idee pesanti ed automatiche.

Recuperare la consapevolezza dell’istante, liberandoci dai rimpianti del passato e dalle aspettative per il futuro, ritrovare in se stessi e non fuori di sé, come disperatamente fanno i più, è riappropriarci di quella freschezza che poi nel quotidiano cambia davvero la vita.

Cambia la vita, perché ci ricollega alla fonte primaria dell’esistenza, che possiamo trovare solo in noi conducendoci, semplicemente all’estasi del vivere.

Per approfondire sui seminari del Metodo Self e su Sauro Tronconi

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